MotoGP · Caliumi Racing
Qatar, gli hotel della MotoGP nella lista dell'Iran: paddock in allarme a pochi giorni da Lusail
Una lista diffusa dall'agenzia iraniana Fars indica anche gli hotel di MotoGP e F1 tra i possibili obiettivi. Yamaha non corre, 19 piloti chiedono garanzie, ma il GP del Qatar resta confermato.

A pochi giorni dal Gran Premio del Qatar, in programma a Lusail dal 6 all'8 novembre, la preoccupazione nel paddock della MotoGP sale ancora. Non si parla più solo di griglia ridotta e di sanzioni: adesso c'è di mezzo la sicurezza di piloti, tecnici e squadre.
La lista dell'Iran
Il 3 novembre l'agenzia di stampa iraniana Fars ha diffuso una lista chiamata "Ora Zero", con decine di luoghi del Medio Oriente che potrebbero diventare obiettivi di una ritorsione nel caso di nuovi attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Secondo quanto riportato da diverse testate internazionali, tra questi ci sarebbero anche gli hotel in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti dove alloggiano le squadre di MotoGP e Formula 1, che a fine mese corre proprio a Lusail e ad Abu Dhabi. I nomi delle strutture non sono stati resi noti e la minaccia non è stata verificata in modo indipendente, ma la notizia è bastata ad alzare il livello di allarme.
Il contesto è teso. Secondo alcuni media americani, che citano fonti anonime, Washington starebbe preparando una nuova fase di attacchi contro l'Iran subito dopo le elezioni di metà mandato. Il Qatar, intanto, lavora come mediatore per riportare le parti al tavolo e scongiurare l'escalation.
"Torniamo a casa, abbiamo famiglie che ci aspettano"
Il clima si sente anche tra chi lavora sul posto. Il canale Moto Reload ha raccontato in diretta la testimonianza di un conoscente che si trova in Qatar da due giorni: ha deciso di rientrare in Italia perché non se la sente di rischiare. Secondo il suo racconto l'aeroporto è pieno, molti voli sono stati cancellati, ma la gente continua a partire. È una testimonianza personale, ma rende bene l'aria che si respira a Doha in queste ore.
Yamaha resta a casa, i piloti chiedono garanzie
Yamaha ha già deciso: non porterà le sue quattro M1 a Lusail, né il team ufficiale né Pramac, per le restrizioni aziendali sui viaggi in Medio Oriente. Fabio Quartararo, Alex Rins, Jack Miller e Augusto Fernandez salteranno il weekend, e la casa di Iwata punta a tornare in pista a Portimão. La MotoGP si è detta delusa e ha parlato di possibili conseguenze contrattuali e sportive, che saranno valutate dalla FIM.
Anche tra i piloti il malumore è forte. A Sepang 19 piloti su 22 hanno firmato una lettera per chiedere garanzie scritte sulla sicurezza, con un piano di evacuazione e coperture in caso di chiusura dello spazio aereo. Solo Bezzecchi, Ogura e Zarco non l'hanno firmata. Jack Miller ha detto chiaramente che quasi nessuno vuole andare, Maverick Viñales ha ammesso di partire con preoccupazione perché non ha scelta, e parte del personale del team VR46 resterà a casa. La conferenza stampa del giovedì è stata spostata alla sera, perché molti piloti arriveranno all'ultimo momento.
Marquez arriva all'ultimo, con il titolo in tasca
Nonostante tutto, il GP del Qatar al momento è confermato: Ducati, Aprilia, KTM e Honda hanno garantito la presenza. Marc Marquez arriverà giovedì sera per restare a Doha il meno possibile. Con 399 punti contro i 355 di Jorge Martin e i 332 di Marco Bezzecchi, lo spagnolo può chiudere il Mondiale già a Lusail: dopo il Qatar resteranno 74 punti in palio e gli basterà uscirne con un vantaggio superiore.
Tra assenze per infortunio, il forfait Yamaha e le paure per la sicurezza, quello di Lusail rischia di essere il weekend più strano degli ultimi anni. E la domanda resta aperta: è giusto correre in queste condizioni?



